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Può essere una vacanza delle migliaia di  italiani che amano l’avventura nei paesi esotici; oppure un immigrato clandestino che sbarca o viene salvato dai barconi dell’operazione umanitaria Mare Nostrum, e poi si dilegua nottetempo da uno dei centro di accoglienza predisposti dal governo italiano.
I rischi che il  micidiale virus Ebola si diffonda anche in Italia, è inutile negarlo, esistono e sono ben presenti alle autorità italiane che affrontano l’emergenza lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.Del resto i Paesi nei quali la micidiale e mortale malattia infettiva si è sviluppata sono la Guinea, Sierra Leone, Nigeria, Sudan, gli stessi dai quali tra gli altri provengono molti immigrati del sud del mondo che arrivano in Italia al termine di drammatici viaggi attraverso l’Africa.
 Per cercare di contenere i contagi, fra difficoltà logistiche ma anche culturali, anche alcuni ricercatori italiani dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma. ''Questo virus è particolarmente aggressivo - spiega Antonino Di Caro, team leader di una delle spedizioni italiane - e alcune ricerche sembrano aver dimostrato che era in circolazione già molto prima che l'epidemia diventasse di dominio pubblico, forse dal 2006''
Che cos’è l’Ebola
L’Ebola è un virus spesso fatale con un tasso di mortalità fino al 90%. La malattia colpisce gli esseri umani e i primati come scimmie, gorilla, scimpanzé etc.
I primi casi di Ebola risalgono al 1976 : il primo in un villaggio nei pressi del fiume Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, l’altro in una zona remota del Sudan.
L’origine del virus non è nota, ma i pipistrelli della frutta (Pteropodidae) sono considerati portatori del virus.
Come si trasmette l'Ebola
L’Ebola viene trasmessa tramite lo stretto contatto con il sangue, secrezioni, organi o altri fluidi corporei di animali infetti. In Africa, la diffusione si è verificata dopo il contatto con esemplari infetti di scimpanzé , gorilla, pipistrelli della frutta, scimmie, antilopi e istrici trovati malati o morti o nella foresta pluviale. E ’ importante ridurre il contatto con gli animali ad alto rischio (cioè pipistrelli della frutta e scimmie). Il soggetto contagiato può diffonde il virus all’interno della comunità. L’infezione avviene per contatto diretto (attraverso ferite superficiali o mucose) con il sangue o altri fluidi corporei o secrezioni (feci, urine, saliva, sperma) di persone infette. L’infezione può verificarsi anche in caso di contatto tra le ferite o le mucose di una persona sana con oggetti contaminati dai fluidi infetti di un paziente come vestiti sporchi, lenzuola o aghi usati. Gli operatori sanitari sono spesso esposti al virus nel corso della cura di pazienti infetti. Questo accade perché non indossano dispositivi di protezione individuale, come guanti monouso. Anche il contatto diretto con il corpo di pazienti morti può essere un possibile vettore di trasmissione. Le persone morte per via di infezioni devono essere maneggiate con indumenti protettivi e guanti, ed essere sepolte immediatamente.  
Categorie a rischio Ebola  
Nel corso di un focolaio, quelli a più alto rischio di infezione sono:
1. operatori sanitari;
2. familiari o altre persone a stretto contatto con persone infette;
soggetti a contatto diretto con i corpi dei defunti
Le persone immunodeficienti corrono maggiori rischi di contrarre il virus.
Quali sono sintomi tipici dell’infezione dfa virus Ebola  
La comparsa improvvisa di febbre, intensa debolezza, dolori muscolari, mal di testa e mal di gola sono i segni e i sintomi tipici seguiti da vomito, diarrea, esantema (eruzione cutanea di pustole, vescicole e bolle), insufficienza renale ed epatica, e in alcuni casi, sanguinamento sia interno che esterno.
Il periodo di incubazione, o l’intervallo di tempo dall’infezione alla  comparsa dei sintomi, è da 2 a 21 giorni. I pazienti diventano contagiosi una volta che cominciano a mostrare i sintomi. Non sono contagiosi durante il periodo di incubazione. L’infezione da virus può essere confermata solo attraverso test di laboratorio.
Come si cura l'Ebola
I pazienti gravemente malati sono spesso disidratati e hanno bisogno di liquidi per via endovenosa o orale. Attualmente non esiste un trattamento specifico per curare la malattia. Alcuni pazienti possono guarire con le cure mediche appropriate.
Viaggiare durante un'epidemia di Ebola Qual è il consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità?
Nel corso di un’epidemia, l’OMS esamina la situazione sanitaria pubblica regolarmente e raccomanda restrizioni di viaggio o commerciali se è necessario.
Il rischio di infezione per i viaggiatori è molto basso. I viaggiatori dovrebbero evitare ogni contatto con pazienti infetti. Le 12 precauzioni da seguiresuggerite dall'Istituto Malattie infettive Ecco di seguito alcune informazionidiffuse dall'Istituto per le Malattie Infettive L.Spallanzani, IRCCS vigilato dal Ministero della Salute,  basilari per prevenire ed intervenire nel caso del virus Ebola, che non è  presente in Italia e non desta reali preoccupazioni per il nostro Paese,  ma anche di altre infezioni: 1. Il periodo di incubazione di Ebola va da 2 a 21 giorni;
2. I sintomi sono: febbre alta, nausea, vomito e diarrea, fino ad arrivare ad emorragie diffuse;
3. Il contagio avviene solo nel momento in cui si manifestano i sintomi e soltanto per contatto con i fluidi corporei del paziente, mai per via aerea; pertanto attenzione a toccare vomito, saliva, sangue o feci;
4. I medici dello Spallanzani sono preparati a valutare qualsiasi situazione e l’Accettazuione è aperta h24 (Tel. 06-551701);
5. Il servizio di virologia dello Spallanzani è operativo h24 Tel. 06.55170666, un virologo risponde  a medici per eventuali accertamenti diagnostici.
6. Presso lo Spllanzani è attivo un Ambulatorio Malattie Infettive e Tropicali (vedi
7. Chiedere ai primi sintomi subito assistenza medica, sia che siate all’estero che in Italia e riferite di contatti e posti in cui siete stati;
8. lavare spesso le mani e gli indumenti indossati: sapone, candeggina, luce solare o asciugatura uccidono facilmente il virus Ebola come altri virus;
9. cucinare bene i cibi in particolare quelli di origine animale e mangiare frutta perfettamente integra, cioè non contaminata  dai morsi dei pipistrelli della frutta (Pteropodidae).
10. Sul portale del Ministero della Salute, una scheda con 15 domande e risposte a cura della direzione generale della prevenzione, l’OMS e l’ECDM (Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie) offre consigli ancor più dettagliati per chi deve viaggiare o è di rientro dall’estero.
11. Non esiste né vaccino preventivo,  né una terapia specifica per il virus Ebola.
12. E’ fondamentale un intervento precoce appena si manifestano i sintomi, è questa la sola possibilità per abbassare la mortalità che è del 90%. Non solo il virus Ebola
Non c'e' solo l'epidemia di Ebola a destare preoccupazione nell'Oms. Dalla polio al virus Mers sono diversi i focolai attivi, concentrati soprattutto tra Africa e Asia.
Ecco i principali.
MERS  - Dall'aprile 2012 sono stati registrati 832 casi di Mers con 321 morti. Il paese piu' colpito e' di gran lunga l'Arabia Saudita, con piu' di 700 casi, ma il virus, parente della Sars, ha toccato ormai tutti i continenti, oltre ai paesi del Medio Oriente. Ci sono stati casi importati in Europa, Italia compresa, in Asia (Malesia e Filippine) e un paziente ha manifestato la malattia anche in Usa.
POLIO -  fino a questo momento la polio e' l'unica patologia infettiva che l'Oms ha dichiarato 'emergenza di interesse internazionale'. A preoccupare gli esperti e' il fatto che nei primi mesi del 2014, periodo in cui di solito la trasmissione e' bassa, tre paesi, Pakistan, Camerun e Siria, tutti con conflitti in corso, hanno 'esportato' casi. Dall'inizio dell'anno sono 117 le persone infette in dieci paesi, con la maggioranza dei casi in Pakistan. Nel 2013 i casi totali sono stati 437, di cui il 60% esportati, il doppio rispetto all'anno precedente. Anche in Brasile sono state trovate tracce del virus negli scarichi fognari dell'aeroporto di San Paolo.

INFLUENZA H7N9 -  In questo momento il virus H7N9 e' 'dormiente', ma secondo gli esperti dell'Oms potrebbe risvegliarsi in autunno come lo scorso anno. Nell'ultimo mese (luglio 2014)  in Cina e nei paesi vicini ci sono stati solo tre casi a settimana, mentre il conto totale parla di 448 persone colpite con 157 morti.
dell’Istituto per le Malattie Infettive “L. Spallanzani

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