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Non tutti hanno ben chiaro  quali rischi corre il corpo umano quando l'organismo è disidratato. Bere acqua è tra più rilevanti ed essenziali funzioni naturali di cui ha bisogno l‘organismo umano, un bisogno primario che non dovremmo mai decidere o pensare per eseguirla in quanto legata all’istinto vitale di autoconservazione. Eppure,  per molti italiani  non è così; di bere proprio non ne hanno voglia, devono forzarsi e deciderlo a volte contro la loro stesa volontà. La prova? Viene dalle  statistiche: mentre il fabbisogno d’acqua quotidiano viene fissato dall’autorità europea dell’alimentazione in  2,5 litri al giorno,  mediamente gli italiani bevono appena 1,3 litri ed una buona metà non supera 1 litro al giorno.  Il rischio al quale si va incontro si chiama disidratazione, una sorta di essicazione progressiva che danneggia gli organi interni a cominciare dai reni, stomaco e cuore.   Quanto bevono gli italiani Le statistiche (Vedi sondaggio Ecoseven, 2011) indicano che gli italiani  nel 2014 hanno bevuto  il 7,5% in più rispetto al 2013,  con un aumento che avvantaggia i liquidi più sani  ( + 8% per i succhi di frutta e + 5% per l’acqua minerale) rispetto a quelli meno sani ( + 3,5% per le bevande gassate e nessun aumento per vino e birra). Ma nonostante queste cifre, in assoluto gli italiani sono uno fra i popoli che bevono meno;  quei 1,3 litri d’acqua al giorno censiti come consumo medio e il risultato di   consumi molto polarizzati: il 50% beve infatti più di 2,5 litri   e un altro 50% appena 1 litro d’acqua al giorno.  Poiché il fabbisogno d’acqua quotidiano è pari a 2,5 litri  risulta chiaro che siamo anche un popolo di disidratati.  
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Cosa rischia la salute se non beviamo Secondo l´European Food Safety Authority (Efsa), l´Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’organismo umano può sopportare senza subire danni  una perdita di liquidi quotidiana pari all’1% del peso corporeo, cioè per un peso medio di un uomo di 75 chili e di una donna di 55 chili, tra 0,5 e 0,75 litri d’ acqua al giorno. Se si va oltre il corpo umano va incontro a disidratazione che, se protratta per lungo tempo comporta rischi seri per la salute. Tra questi i rischi che derivano dal blocco della sudorazione, una reazione  naturale di difesa dell’organismo tendente a risparmiare il poco liquido ancora presente. Ma sudare poco provoca  una conseguenza che si chiama ipovolemia, ovvero la perdita di volume di sangue molto rischiosa se pensiamo che il sangue è il veicolo dell’ossigeno in tutti gli organi ed i tessuti  interni. Un altro rischio è il cosiddetto colpo di calore, ovvero problemi di regolazione della temperatura corporea.  Si rischia anche la iponatremia, cioè  il calo di sodio nel sangue che in medicina è associato a cui l'insufficienza cardiaca congestizia, l'insufficienza renale, la cirrosi ed insufficienza epatica e la polmonite. Altre conseguenze possono riguardare disturbi gastrointestinali,  disturbi alle funzioni renali,  allucinazioni e infarto.

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